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La storia di Harbeth inizia più di 40 anni fa e ruota attorno alla famosa emittente BBC e alle ricerche guidate dal suo fondatore Dudley Harwood che andando oltre la semplice riproduzione di un’onda radio hanno notevolmente influito sulle tecniche costruttive dell’hi-fi in tutto il mondo. 

Verso la fine della sua illustre carriera nel dipartimento di ricerca della BBC Harwood scoprì un nuovo tipo di materiale plastico che sembrava adatto per essere usato nei coni degli altoparlanti: era il polipropilene.
Negli anni ’60 quando era a capo del reparto di ricerca della BBC gli altoparlanti venivano costruiti con un materiale plastico denominato Bextrene, era leggero ma molto grezzo e aveva lo svantaggio di dover essere lavorato a mano per essere usato nei diffusori.

Il modo in cui Harwood arrivò all’utilizzo del polipropilene merita un racconto a parte, la BBC infatti gli concesse di utilizzare questa particolare membrana plastica solo al momento del suo pensionamento e grazie ad un errore di scrittura nel momento di deposito del brevetto.
Sul finire degli anni ’70, subito dopo il suo ritiro formale dalla professione Harwood fondò Harbeth (nome che deriva dalla crasi tra il suo cognome e il nome di sua moglie Elisabeth) e fece il suo debutto portando sul mercato i primi diffusori al mondo ad utilizzare un altoparlante per la gamma medio bassa con un cono in polipropilene, era il 1977 e il diffusore si chiamava HL Monitor.

I diffusori di Harwood suonavano più forte, gestivano più potenza, erano più sensibili, avevano un basso molto più controllato e una colorazione inferiore rispetto alla generazione precedente di monitor BBC, con i coni di plastica in bextrene.
Harbeth da subito capì che doveva investire molte risorse in ricerca e sviluppo, i diffusori realizzati venivano sottoposti ad una serie infinita di controlli con un’enorme attenzione ai dettagli, comune a molti costruttori dell’epoca.

Durante i primi dieci anni di attività, furono commercializzati i monitor Mk2 e Mk3, con piccoli cambiamenti nelle unità di trasmissione dei bassi – midrange e un sistema di bilanciamento generale. Ma è stato con lo sviluppo delle Mk4 monitor che il marchio volle fare un salto di qualità, salto che purtroppo costò caro all’azienda.

Nel 1985 un nuovo fornitore propose l’introduzione di una sostanza plastica che avrebbe teoricamente potuto essere usata nella costruzione del cono, materiale dalle eccellenti qualità acustiche, con una giusta massa ma che non aveva la struttura molecolare gommosa del polipropilene che permetteva una riproduzione della gamma media con una presenza e ariosità che caratterizza la corretta riproduzione del suono nelle frequenze appena sotto il taglio del crossover con il tweeter.
Harwood annunciò al pubblico i nuovi monitor Mk4 inconsapevole dei problemi legati alla malleabilità del prodotto che resero estremamente lunga e problematica la costruzione sottovuoto della membrana nella sua forma tridimensionale.
L’evidente trasparenza sonora e la tonalità naturale, rispetto ai monitor convenzionali portarono ad un’ondata di ordini che il brand non riuscì a soddisfare regolarmente, andando in sofferenza.

Un giovane amante della tecnologia e membro di una delle famose radio che trasmettevano negli anni ’60 dal mare del Nord fu assunto in qualità di assistente in una radio locale della BBC. Il giovane Alan Shaw ebbe così l’opportunità di ascoltare e conoscere i monitor presenti nelle sale di controllo e decise di approfondire la sua conoscenza dei prodotti ideati da Shorter (LS5 / 1) e Harwood (LS5 / 5, LS3 / 5a).

Circa 10 anni dopo Shaw, che lavorava nell’industria giapponese dei semiconduttori, ebbe l’opportunità di conoscere personalmente Harwood, di cui conosceva benissimo il lavoro, il suo marchio però si trovava in una difficile situazione commerciale, aggravata dall’età avanzata del proprietario e del lancio sfortunato delle Mk4.

L’età di Shaw, metà di quella di Harwood, unita all’esperienza diretta sul controllo di qualità giapponese, con la gestione della supply chain e l’innovazione di prodotto si adattarono perfettamente alle sfide commerciali di Harbeth. E così, 40 anni dopo con Shaw al timone, ne celebriamo la storia.

Se invece desiderate visitare, anche solo virtualmente i laboratori Harbeth oggi, potete guardare questo video.

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