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David Price di Hi-Fi Choice ha incontrato il brand director di Q Acoustics, Alex Munro per parlare della sua lunga carriera nel mondo dei diffusori e in quello dell’hi-fi.

La longeva carriera di Alex Munro precede di molto il suo arrivo a Q Acoustics, e fonda le sue radici negli albori dell’hi-fi inglese.
La sua famiglia era originaria del nord della Scozia, ma gran parte della sua vita si è svolta tra Edimburgo e Londra proprio nel periodo in cui l’hi-fi stava passando da passatempo per piccoli auto costruttori a un mercato di interesse a livello globale.
“Frequentavo l’università e durante l’anno sabbatico ho avuto una folgorazione, sono riuscito a passare dagli studi umanistici a ingegneria elettronica. Durante il terzo anno ero molto appassionato di musica così feci domanda per uno stage presso tutti i brand che al tempo costruivano diffusori acustici. Una persona in Maidstone mi rispose e ottenni un lavoro per l’estate in KEF, alla fine del periodo prestabilito, il direttore tecnico Laurie Fincham mi disse che gli avrebbe fatto piacere se fossi tornato.
In questo mondo basato su logiche commerciali faticavo a credere che mi pagassero per ciò che facevo, il lavoro in KEF mi aveva davvero appassionato.
Munro fu assunto dalla compagnia a tempo pieno nel 1980.

Alex Munro oggi

“A quei tempi tra KEF e Bowers & Wilkins c’era una corsa agli armamenti. Avevano appena iniziato a lavorare con tecniche di analisi degli impulsi per la misurazione degli altoparlanti: invece di usare solo una camera anecoica avevano una grande camera aperta dove potevi dare un impulso attraverso l’altoparlante e su di esso fare un’analisi di Fourier in modo da poter ottenere la sua frequenza e risposta di fase senza effetti di distorsione da parte della stanza.
Avevamo i nuovi computer Hewlett Packard e fummo in grado di memorizzare 18 secondi di audio digitale su un disco delle dimensioni di un frisbee. Ciò ci permise di capire molto di più sull’effetto della risposta in frequenza in relazione alle performance del prodotto.
Laurie e l’amministratore delegato Raymond Cook erano molto preoccupati per le variazioni tra un altoparlante e l’altro: senza queste variazioni sarebbe stato possibile ottenere un’immagine stereo imprecisa, per questo i prodotti di fascia più alta erano in realtà una coppia abbinata.
Quello che avremmo fatto sarebbe stato misurare ogni altoparlante prodotto in una serie e creare degli abbinamenti, sfortunatamente questo significava che se qualcuno avesse rotto un tweeter sarebbe stato necessario sostituirli entrambi.
Quella attenzione ai dettagli era impressionante.
Alex ha lavorato per KEF durante gli anni d’oro dell’hi-fi britannico, prima come ingegnere, poi come direttore delle vendite e poi come managing director. Dal 1991 al 2000 lo è stato per Tannoy.

“Il periodo in KEF fu speciale perchè vennero alla luce alcuni dei prodotti più iconici del marchio come la 104-2”.
Sempre in questo periodo è stata concepita la tecnologia Uni-Q di KEF “Laurie Fincham ha sempre creduto nelle sorgenti puntiformi, ma voleva essere in grado di allineare veramente il tweeter con il woofer in entrambi gli assi – piuttosto che solo quello che ti sta di fronte quando sei seduto davanti all’altoparlante. Con questi nuovi sistemi di misurazione, eravamo in grado di stabilire quale fosse la la vera fonte del suono e li allineavamo.
Ciò è stato possibile solo perché il prezzo del neodimio è calato con l’apertura del mercato Russo e siamo stati in grado di acquistarne in quantità ad un costo accessibile da poterlo includere in un prodotto di consumo. Le dimensioni più piccole e la maggiore potenza del magnete permisero a KEF di produrre un un tweeter da inserire correttamente nel woofer”.
“Tannoy aveva fatto qualcosa di simile con il Dual Concentric molti anni prima, ma avevano posizionato il tweeter dietro al woofer e poi usato una guida d’onda per allineare i due”.

Per KEF la soluzione Tannoy non era sufficientemente precisa, mentre per Tannoy la proposta di KEF non era abbastanza innovativa. Questo succede molto spesso in ingegneria quando tutti stanno lavorando alla stessa cosa, c’è più di una soluzione per raggiungere un obiettivo.

Alex Munro ai tempi del lavoro in KEF

Rischiare

La tecnologia Uni-Q sarebbe stata lanciata nel 1989. Era un rischio adottare nuove tecnologie, cercare di implementarle, erano qualcosa su cui la società faceva affidamento per mantenere il suo flusso di entrate, è stato un periodo molto stimolante.
KEF aveva un giro di affari superiori a Tannoy ma Tannoy era molto ambiziosa, entrambi producevano monitor da studio ma Tannoy veniva da un approccio più commerciale, per me era un mondo nuovo e dovevo essere cauto se volevo reinventare le cose.
Dovevo dedicarmi a capire come mai alcuni prodotti erano stati un successo e perchè altri no, spesso tutto ciò aveva a che fare meno con i prodotti e più sulla ricerca dei giusti canali di vendita.

Tannoy era già presente in Cina e aveva anche una presenza molto forte in Giappone e Corea, grazie all’economia fiorente pensai che i cinesi sarebbero stati i nuovi ricchi e avrebbero investito in diffusori di alta gamma, il nostro partner in Cina fece un lavoro notevole inventandosi un hi-fi tour in cittadine di medie dimensioni, investendo in pubblicità alla radio e coinvolgendo personaggi famosi.
La reputazione del marchio crebbe moltissimo e ci furono molte vendite in Cina.
Nel 2004 Alex fu coinvolto in una startup chiamata Audica “c’erano un ottimo ingegnere e un designer di nome Kieron Dunk che avevano messo insieme un’idea sul piano nazionale: audio e video si mescolavano e si voleva creare qualcosa da integrare con la TV in maniera significativa, in quel momento c’era un grande mercato per installazioni dal design accattivante in hotel e per rivenditori di fascia alta.
Così avviamo un’altra impresa, forti delle nostre esperienze in Tannoy e Federal Signal e abbiamo chiesto a Armour Home
Electronics di essere il nostro distributore nel Regno Unito.
Solo dopo un anno di attività è arrivata una loro proposta per comprare l’azienda. Armour Home aveva appena avviato il marchio Q Acoustics, ed è stato deciso che anziché continuare con entrambi avremmo concentrato su Audica il lato dell’installazione commerciale e in Q Acoustics tutti gli altri sforzi di crescita nel settore dell’home audio.

Uffici di Armour Home

Ben preparato

Ciò che ha reso possibile questa improbabile fusione di menti fu la presenza di Kieron Dunk che dal giorno uno aveva disegnato i prodotti Q Acoustics. Spiega Alex. “La persona commercialmente al centro di Q Acoustics all’epoca era Tony Jones che vaniva da Audio T e aveva anche ha lavorato in Mission, aveva posto delle basi molto solide per il nuovo brand che fui molto felice di ereditare quando diventai direttore, Kieron e Tony si erano conosciuti in Mission e fu naturale coinvolgerlo da subito anche in questo nuovo progetto.
La nascita del marchio era per me come un ritorno agli inizi e sentivo di avere la stessa fiducia che Raymond Cook aveva riposto nei prodotti KEF.
Armor Home è stata una mamma incredibilmente buona con Q Acoustics ma anche adesso che il brand è autosufficiente continuiamo a lavorare con il coraggio e la spregiudicatezza degli inizi.

Tratto da: Hi-Fi Choice Giugno 2018

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